Il decreto legislativo correttivo della riforma fiscale (“Omnibus”), approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto, ripristina a due anni il termine entro cui è possibile:

  1. esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA;
  2. registrare le fatture di acquisto e le bollette doganali.

La modifica elimina la limitazione introdotta dal DL 50/2017, che aveva ridotto il termine a un solo anno, creando difficoltà operative per molte imprese.

La scelta del legislatore è stata influenzata dalla sentenza del Tribunale dell’Unione europea T-689/24, che ha ribadito che il diritto alla detrazione dell’IVA deve essere garantito nel rispetto dei principi di:

  1. neutralità;
  2. proporzionalità;
  3. effettività dell’imposta.

Secondo il Tribunale, non è corretto negare la detrazione quando il contribuente riceve la fattura successivamente all’operazione, purché essa sia disponibile entro il termine previsto dalla normativa.

Effetti pratici

Il nuovo termine di due anni offre alle imprese maggiore flessibilità, soprattutto a quelle che gestiscono un elevato numero di fatture. Tuttavia, ciò non elimina la necessità di mantenere un rigoroso controllo del ciclo passivo e della contabilizzazione delle fatture.

Questioni ancora aperte

L’articolo evidenzia che il decreto non risolve alcuni problemi ancora presenti:

Fatture a cavallo d’anno: resta invariata la disciplina che distingue le fatture ricevute nello stesso anno da quelle ricevute nell’anno successivo. Non è stata accolta la proposta della legge delega di consentire la detrazione dell’IVA per le fatture relative all’anno precedente ricevute entro il 15 gennaio dell’anno successivo.
Dichiarazione integrativa: rimangono dubbi sulla possibilità di utilizzarla per recuperare la detrazione IVA non esercitata nei termini, salvo i casi di mero errore.

Conclusione

Il ripristino del termine biennale rappresenta un’importante semplificazione e un ritorno a una disciplina più favorevole ai contribuenti, in linea con i principi del diritto europeo. Restano però ancora irrisolte alcune criticità operative, in particolare quelle relative alle fatture ricevute a cavallo d’anno e all’utilizzo della dichiarazione integrativa, sulle quali saranno probabilmente necessari ulteriori chiarimenti dell’Amministrazione finanziaria.

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