Dopo aver letto alcuni vostri articoli sulla comunicazione web&social abbiamo una domanda probabilmente “difficile”: volendo iniziare a sponsorizzare alcuni post sulle pagine Facebook/Instagram quale cifra indicativa è necessaria? Alcuni colleghi dicono che non serve a nulla sponsorizzare e che a loro non ha dato nessun beneficio. Può essere vero? Grazie.

RISPOSTA

Si, domanda “difficile” e complessa ma molto attuale, che non ha una risposta univoca.

Cerchiamo di darvi alcune indicazioni/spunti di riflessione.

Partiamo dall’affermazione dei colleghi: si, è vero non serve a nulla sponsorizzare i contenuti delle pagine di un gran numero di Agenzie di Viaggio e piccoli e medi Tour Operator.

Potrà sembrare un affermazione tranchat ma è, ahimè, la verità.

Non essendoci i “prerequisiti”, cioè una presenza di “valore” consolidata nel tempo investire in sponsorizzate è ragionevolmente inutile.

Quindi hanno ragione i colleghi che fanno quell’affermazione; peccato non si siano posti, PRIMA, alcune domande ESSENZIALI sulla loro presenza sui vari social.

Vediamo quindi alcuni dei motivi per cui le campagne sponsorizzate hanno scarsa possibilità di generare beneficio.

Premessa: le variabili da considerare sono molte, come dicevamo molto dipende dalla situazione che abbiamo in partenza della pagina Facebook e/o Instagram, ma INDICATIVAMENTE oggi i costi per sponsorizzare le campagne nel nostro settore potrebbero variare da pochi centesimi a qualche euro per clic (dati ricavati da esperienze dirette).

Vediamo quindi in sintesi cosa NON DOBBIAMO fare se vogliamo gestire campagne proficue:

      1. attivar campagne con budget irrisori da pochi euro (es. 5€ o 10€). Oggi i social hanno bisogno di “tempo” anche a causa del n° sempre più elevato di “informazioni” che le Aziende vogliono trasmettere. Gli algoritmi di Meta hanno quindi bisogno di tempo, la nostra inserzione viene messa in competizione con altre che hanno come obietivo raggiungere lo stesso pubblico. Se le assegnamo un budget consono e un tempo di pubblicazione sufficiente la rendiamo più competitiva, consentendo agli algoritmi di mostrarla a più persone e, soprattutto, di scoprire chi sono quelle più propense verso il nostro prodotto/servizio. Considerate che il pubblico “raggiunto” anni fa con es. 50€ investiti alla settimana era X. Oggi, a partità di investimento, quel pubblico raggiunto a volte è inferiore del 60/70%… questo vi da un’idea molto chiara sulla redditività di una campagna.
      2. campagne con durate molto ridotte e non costanti nel tempo. Il perchè lo potete leggere qui. In sintesi Meta vi sta dicendo che serve all’algoritmo una fase/periodo per “imparare”, cioè: “ogni volta che viene mostrata un’inserzione, il nostro sistema di pubblicazione impara qualcosa in più sulle persone e sui posizionamenti ideali per la pubblicazione dell’inserzione. Più viene mostrata un’inserzione, più il sistema di pubblicazione diventa efficace nell’ottimizzarne i risultati.”.
      3. campagne una tantum (quando ci “ricordiamo”) nel corso dell’anno, senza una logica e che non seguono il piano editoriale della pagina.
      4. testi del post assolutamente non consoni, non coinvolgenti legati a immagini che non hanno nulla di evocativo. Purtroppo sono la stragrande maggioranza. Non c’è sponsorizzata che tenga se la proposta è deficitaria a monte.
      5. la mancata scelta dell’obiettivo pubblicitario; gli obiettivi aiutano a definire cosa vogliamo ottenere dalle campagne, ad esempio: vendite sul sito web o notorietà per il tuo brand? Se non siamo in grado di rispondere a questa domanda difficile che una campagna possa generare valore. [ndr: sicuri sia corretto partire con obiettivo vendita se la nostra Agenzia è pressochè sconosciuta?]
      6. mancata profilazione del pubblico; le inserzioni risultano efficaci se teniamo in considerazione le motivazioni delle persone che cerchiamo di raggiungere e il “perchè” dovrebbero scegliere la nostra Agenzia
      7. mancata misurazione dei risultati, se fossero analizzati ci consentirebbero di modificare le successive campagne per apportare le modifiche necessarie (a più livelli: testo, immagini, target, …)

Questi sono solo ALCUNI degli errori più rilevanti da non commettere per non pregiudicare una campagna. Ovviamente solo con un costante impegno e continui studi possiamo migliorare le performance e fare in modo che gli investimenti non siano “soldi buttati” come diversi colleghi Agenti affermano.

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